Marco Montemagno Come ricordare quello che leggi (11 tecniche) – COMMENTO!

Marco Montemagno Come ricordare quello che leggi (11 tecniche) - COMMENTO!
Marco Montemagno Come ricordare quello che leggi (11 tecniche) – COMMENTO!

Marco Montemagno Come ricordare quello che leggi (11 tecniche) – COMMENTO

Buongiorno a tutti,
Imbattendomi in questo video di Marco Montemagno,

che ho molto apprezzato, ho deciso di realizzarne uno di commento, perché penso che l’approccio da lui seguito nell’affrontare questo tema sia davvero molto valido.


Un primo concetto da lui espresso, e che condivido, è quello di dissonanza in relazione a due concetti: la lettura ed il ricordo. Marco afferma che il semplice fatto di leggere non è sufficiente per ricordare, così come non è sufficiente ricorrere alla “passione” per ciò  che si legge e questo per due motivi: il primo è che in alcuni casi l’argomento non ci piace, ma dobbiamo comunque capirci qualcosa; il secondo è che anche quando qualcosa ci piace e ci appassiona questo non basta a ricordare se in quel momento non avevamo un interesse a ricordare (marco fa l’esempio di born identity, la trilogia, affermando che gli è piaciuta molto, ma non è in grado di ricordarsi il nome degli attori perché in quel momento non aveva, appunto, interesse nel ricordarli).

Il video prosegue, poi, con l’elencazione e la spiegazione di 11 tecniche per ricordare ciò che si legge.

1)scrivere

2)riassumere

3)trovare il momento migliore per studiare: ad esempio, Marco afferma che per lui un buon momento è dopo l’attività fisica; personalmente non concordo molto con questo aspetto perché, nel mio caso, dopo l’attività fisica mi sento sempre stanco preferendo, invece, altri momenti della giornata (come ad esempio la mattina presto) ma, naturalmente, questa è solo un’opinione.

 

4)ripetere la notte prima e numero 5)non studiare la notte prima, perché il lavoro va fatto prima essendo, quindi, utile dare giusto una rinfrescatina: riguardo a questi due punti concordo parzialmente nel senso che, da un lato, trovo giustissimo (se e quando possibile) non ridursi ad uno studio matto e disperato la notte prima; dall’altro, per quella che è la mia esperienza, se mi è possibile la sera/notte prima preferisco non ripetere affatto perché, quando l’ho fatto, mi è successo di dormire meno bene la notte, perché pur senza volerlo ho continuato a ripetere nel sonno, essendo un po’ più stanco il giorno dopo. Anche in questo caso, comunque, la mia è solo un’opinione.

6) ripetere ad alta voce e numero 7) registrare la propria voce e riascoltare l’audio: concordo pienamente con questi due punti, anche perché riascoltare la propria voce penso possa essere anche di aiuto per ricordare meglio un concetto, per via proprio della familiarità con il suono che ascoltiamo (essendo, appunto, la nostra voce).

8)togliere le distrazioni come il telefono: sono d’accordo se non facendolo si rischia di distrarsi; non lo allontanerei se, invece, ci si limita magari ad utilizzare il registratore vocale per registrare la propria voce.

9)spaced ripetition unito al concetto di dividere a blocchi un testo/argomento molto lungo: concordo pienamente anche con questo consiglio, penso infatti che, da un lato, sia la spaced repetition – ossia la ripetizione scaglionata nel tempo ad intervalli regolari; sia la suddivisione in blocchi del materiale da studiare siano due tecniche molto utili per consolidare il ricordo; dall’altro, anche in assenza dalla spaced repetition (magari quando si ha, purtroppo, poco tempo per studiare qualcosa) la suddivisione in blocchi di un argomento sia davvero utile per comprenderlo meglio e, aggiungerei, se si prova, dopo aver compreso il singolo blocco a ripeterlo tante volte quante sono i blocchi successivi, in modo da costruire un discorso step by step cercando di unire tutte i blocchi magari, perché no, anche in ordine differente rispetto a quello scelto dal testo che si sta studiando, il risultato può essere un ricordo molto solido e durevole nel tempo

10)studiare lo stesso concetto in posti diversi: personalmente non ho mai sperimentato questa tecnica, che sicuramente sperimenterò, mentre, al contrario, ho trovato molto utile studiare da fonti diverse uno stesso argomento (magari uno di quelli più ostici da comprendere…un po’ come dire è meglio “perdere tempo” (tra virgolette) a cercare un testo o cmq una fonte di informazione più chiara per capire, piuttosto che ostinarsi a studiare qualcosa di poco chiaro.

11)visualizzare posti fisici (palazzo della memoria): personalmente non utilizzo questa tecnica perché, pur avendola provata, per me ho notato che non funziona molto bene, in quando pur avendo una buona memoria visiva è maggiore lo sforzo di ricordare le immagini del palazzo della memoria, oltre a rischiare di confondermi tra un palazzo e l’altro).

Marco, poi, conclude il video con questa frase:

“Se studi per ricordare dimenticherai ma se studi per comprendere ricorderai”.

In effetti, cercare di ricordare qualcosa senza comprenderlo, oltre ad essere un grande sforzo, è anche poco utile perché non ci permette di raggiungere il vero obiettivo dello studio: comprendere per poter utilizzare ciò che si è studiato al fine di implementare la propria conoscenza oppure una o più abilità.

E voi che idea avete su questo argomento?
Se vi va, scrivetelo nei commenti oppure magari fate anche voi un video.

Per il momento vi ringrazio per l’attenzione, vi saluto e alla prossima!

 

 

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